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Prefazione
Il mio
avvicinamento all’astronomia risale ai primi anni novanta,
quando per il mio decimo compleanno mi fu regalato da mio padre
un binocolo per osservare il panorama dalla nostra casa in
montagna.
Non sapevo
nulla del cielo, non avevo neanche la minima idea che quello
strumento potesse essere puntato sopra la nostra testa per
vedere meglio quei puntini luminosi chiamate stelle.
Grazie alla
mia innata curiosità, una sera di fine estate uno spicchio di
Luna entrando prepotentemente nella finestra del salotto mi
chiamò con una voce irresistibile. L’unica cosa che pensai, con
la semplicità disarmante di un bambino di dieci anni, fu: “se il
binocolo mi fa vedere più vicini gli oggetti terrestri, cosa
succede se lo punto sulla Luna?”. Una semplice domanda, una
frazione di secondo tra il pensare e l’agire, ed ecco che la mia
vita sarebbe cambiata totalmente, per sempre. Quel binocolo
russo 12X50 mi mostrò un mondo del quale rimasi terribilmente
affascinato.
E’ difficile
descrivere con le parole le emozioni fortissime che sentii in
quel momento e che ancora adesso, a distanza di 18 anni,
percorrono il mio corpo come un unico brivido.
Quella sera
sulla Luna ci rimasi per oltre un’ora. Ogni tanto staccavo gli
occhi e da solo sorridevo chiedendomi se fosse veramente reale
quello che stavo osservando. Riesco a sentire ancora il profumo
della plastica e del grasso della messa a fuoco di quel
fantastico binocolo ogni volta che ci poggiavo gli occhi per
controllare se quel meraviglioso mondo fosse ancora presente e
non frutto della mia fantasia.
Fu così che
scoprii la bellezza del cielo, nel modo più sorprendente e puro
possibile; il fascino irresistibile dell’Universo che ci
circonda, di quei mondi lontani che ci guardano ogni notte, ma
che spesso, troppo spesso noi dimentichiamo addirittura che
esistono.
Il passo verso
il primo telescopio fu breve ed inarrestabile, ma il primo
impatto con le osservazioni astronomiche fu durissimo.
Abitavo in
campagna, internet era ancora un miraggio lontano, nessun
conoscente o amico che potesse aiutarmi. Imparai l’astronomia
nel modo più duro possibile, senza riferimenti, senza conoscere
il cielo, senza sapere cosa, dove e come osservare. Impiegai
anni per costruirmi una cultura del cielo, per capire come
utilizzare il telescopio, come cercare ed osservare gli oggetti.
Diciotto anni
dopo, l’astronomia è qualcosa che ho dentro più che mai; è ciò
che riempie la mia vita professionale ed il mio tempo libero,
una passione che non si esaurirà mai.
E’ stato un
percorso lungo, abbandonato più di una volta dopo cocenti
delusioni, ma puntualmente ripreso non appena rabbia a
frustrazione avevano avuto il tempo di scemare.
Ricordando il
tempo perso cercando di orientarmi
in cielo, di capire come funzionasse
un telescopio, o semplicemente il perché le singole stelle non
potessero essere osservate con profitto con alcuno strumento, ho
deciso di scrivere questa guida, che rappresenta la risposta a
tutte le domande cui avrei desiderato avere risposta nel lungo
percorso di conoscenza del cielo.
Per evitare
che altre persone possano perdere tempo o addirittura la
passione nell’osservazione del cielo, rendo disponibile questo
volume in forma gratuita; dedicato a tutte le persone che si
riconoscono almeno un po’ in quel ragazzino che di 18 anni fa
amava trascorrere il suo tempo scorrazzando con un binocolo tra
i crateri lunari.
Proprio perché
non legato ad alcun editore, il libro mostra qualcosa a cui
ormai non siamo più abituati: la realtà, senza alcuna enfasi o
spettacolarizzazione. Non troverete fotografie ottenute con
strumenti professionali per farvi credere che queste saranno le
visioni con il vostro telescopio. Troverete piuttosto
impressioni, sensazioni e disegni da parte di chi al telescopio
ci ha trascorso gran parte della propria vita.
Daniele
Gasparri
Febbraio 2011
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